lunedì 11 giugno 2012

LEONARDO...io c'ero

LEGGENDARIO !


 



Appena tornato a Roma con un tremendo mal di schiena (io mi stanco a guardarlo, e ho vent'anni meno di lui - mah!) e la netta sensazione di avere assistito, ieri sera a S. Siro, a un evento irripetibile.

Nei momenti di assoluta felicità (che Raffaele La Capria, in Ferito a morte, chiamava "Belle Giornate") è sempre iscritta una certa malinconia: mentre risuonavano (o per meglio dire... rimbombavano - ma questo è un altro discorso*) le note di "Bobby Jean" e mi ritrovavo, agonizzante nel pit, a contare quali altri picchi di simile pura gioia avessi già vissuto nei miei 42 anni, qualcosa sotto la pelle - come una scossa - mi avvertiva che provare a fare una simile contabilità è pericoloso proprio perchè se la felicità è assoluta allora nel fondo di quella luce sfolgorante, proprio nel suo centro, si annida un punto di buio che è destinato molto presto a mangiarsi tutto, come un vorace buco nero.

Non c'è alcun dubbio - almeno da parte mia - che il concerto visto ieri sera a Milano sia stato il migliore della mia vita, e da quel che ho capito anche della vita di Bruce. Non si tratta della scaletta (ne ho viste di più sorprendenti e/o coerenti) nè della perfromance tecnicamente valutata (basti pensare all'attacco di "No Surrender" cannato per ben due volte di fila). Si tratta evidentemente di quell'impalpabile senso di trionfo e di magia che capita così - puf! - non si sa bene perchè: vedere quell'uomo, lassù, a 62 anni, felice come un bambino davanti al più incredibile pubblico della sua non trascurabile carriera è stato commovente; ammirarlo mentre provava a ringraziare quel pubblico regalandolgi il suo concerto più lungo degli ultimi 31 anni è stato elettrizzante; sperimentare con ogni fibra del mio corpo e con tutto il cuore cosa succede quando due "entità" così potenti - l'artista migliore e il pubblico migliore del mondo - entrano in sintonia generando un effetto volano che spinge il tutto lassù, a sfiorare la volta del cielo, è stato entusiasmante. Riflettere che tutto questo è già storia e che, con buona probabilità, non potrò più viverlo con una tale intensità in futuro, è lo scotto che dobbiamo pagare quando siamo incredibilmente felici.

(Leonardo Colombati da The Killer)

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